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Ricordarsi di vivere

01-08-2026

Oggi è successo a me.

Sono tornata a casa con una sensazione che mi è rimasta dentro per ore.

Era una profonda consapevolezza.

Ho visto una persona che conosco da sempre e mi sono resa conto di quanto la sua vita ruoti completamente attorno al lavoro.

Ogni pensiero.

Ogni preoccupazione.

Ogni emozione.

Ogni giornata sembra dipendere da quello che succede lì.

E quando il lavoro va male, sembra andare male anche la vita.

Mi sono chiesta quanto sia facile, senza accorgersene, arrivare a identificarsi completamente con ciò che si fa.

Fino a dimenticare chi si è.

Perché il lavoro è importante.

Ci dà sicurezza, ci permette di costruire il nostro futuro, di prenderci cura delle persone che amiamo.

Ma non dovrebbe diventare l'unica cosa che ci fa sentire vivi.

Negli ultimi mesi ho scoperto quanto faccia bene avere qualcosa che ci ricordi che siamo molto di più del nostro lavoro.

Per me è stato pedalare su un sentiero.

Correre immersa nella natura.

Imparare qualcosa di nuovo.

Condividere esperienze con persone entusiaste della vita.

In quei momenti nessuno mi chiedeva cosa facessi per vivere.

Eppure mi sentivo profondamente viva.

Forse è proprio questo che sto cercando di costruire.

Una vita in cui il lavoro abbia il suo posto, ma non occupi tutto lo spazio.

Una vita in cui ci siano anche la curiosità, il movimento, il silenzio, la natura, le relazioni, il tempo per respirare e la possibilità di lasciarsi ancora sorprendere.

E forse è anche per questo che è così importante scegliere con cura le persone di cui ci circondiamo.

Ci sono persone che, senza volerlo, finiscono per vedere solo problemi.

E ce ne sono altre che riescono ancora a emozionarsi per una passeggiata, una nuova esperienza, un tramonto, una risata.

Le persone che frequentiamo non decidono chi siamo.

Ma, giorno dopo giorno, possono rendere più facile ricordarcelo... oppure farcelo dimenticare.

Non so dove sarò tra dieci o vent'anni.

Ma so una cosa.

Non voglio dimenticarmi di vivere mentre cerco di costruirmi una vita.

Per questo voglio custodire il tempo per tutto ciò che mi fa sentire viva.

Una pedalata senza una meta.

Un sentiero nel bosco.

Una conversazione che mi ispira.

Il silenzio.

La meraviglia.

Perché il lavoro può darci stabilità.

Ma sono queste piccole cose che, alla fine, danno significato ai nostri giorni.

Prima di essere imprenditori, professionisti, lavoratori, genitori o qualsiasi altro ruolo ricopriamo...

Siamo persone.

E credo che tutti noi meritiamo una vita in cui non ci dimentichiamo mai di sentirci vivi.

A presto,

Silvia